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    September 15

    mmmm

    Ho ritrovato un pò piu' in la questo post (coma..ahahah :P )
     
     
     
    22.30
    Stazione di.
     
    Penso di accendermi una sigaretta,così per uccidere un pò il tempo, oltre che i miei polmoni.
    L'autobus è in ritardo di 20 minuti.
    Mi guardo attorno, vedo un po' di gente : una signora col suo bambino, un anziano signore con l'aria da dottore, anzi no, professore; due giovani innamorati, a vederli sembra che credano alla loro ipotetica idea di amore, e un  che vorrebbe tornare a vivere un periodo storico in cui, probabilmente, non era ancora nato. Pero' sottolineo il fatto che vorrebbe riviverlo ;
    Eccoli. Questi per la prossima ora saranno tutti, credo, miei compagni di viaggio.
    Compagni di viaggio..
    Compagni di viaggio per un istante, per un momento. Di viaggio intesa come vita, ovviamente.
    Nella vita tutti siamo compagni di viaggio di qualcuno, solo nella nostra vita ne siamo protagonisti.
    E' tutto come una fottuta stazione, c'è un vai e vieni che non smette mai. Chi rimane per solo 2 minuti, se non meno, chi rimane per ore e magari perde il mezzo, e allora rimane un po' di piu', ma alla fine va via, come tutti.
    Alla fine va via, ma a volte ne riesco a sentire il sapore.
    I ricordi tornano a galla, stronzi piu' che mai.
     
    Un rumore mi distrae, mi giro e guardo il bambino, mano nella mano con la madre, inevitabilmente penso a quand'ero piccolo, anch'io come lui. Allora forse una lacrima si affaccia dai miei occhi per guardare il mondo e lasciarsi trasportare da esso.
    Forse no.
    No.
    Col passare degli anni ho imparato a trattenerle. Col passare degli anni ho imparato ad odiarle, odiare se qualcuno le avesse viste, erano simbolo di debolezza e di malessere per me, non volevo e non voglio che gli altri si rendano conto della tempesta che alberga in me.
     
    Da piccoli sembra che il tempo non passi mai, passi intere giornate aspettando con ansia che finiscano, perché a volte si era così stanchi che non se ne poteva piu' di giocare. Guardi l'orologio e quella lancetta rimane lì, immobile. Lo riguardi. E' ancora lì. Sara' lo sguardo che le intimidisce, non so.
    Si passa il tempo a guardare fuori dalla finestra, guardi le nuvole e ti metti a cercare i disegni che si formano. Improvvisamente vedi un elefante, che un attimo dopo si è trasformato in farfalla. Un bruco che si trasforma in un leone. E' tutto imprevedibile e non sai mai cosa puo' venir fuori.
    Le ore passate a guardar la pioggia cadere, i fiumi d'acqua formarsi nella discesa sotto casa, uscir in balcone e tirar fuori la lingua, aspettando che qualche goccia ci cada sopra.
    Le ore passate in giardino a sognare ad occhi aperti qualche avvenimento particolare.
    Le ore passate a credere nei propri sogni e voler dare anche la vita per far sì che essi si avverino, perché DOVEVANO avverarsi.
    Quelle bellissime, fantastiche, lentissime ore. Dove il tempo sembra non passare mai.
    Ma, quello stesso tempo, arrivato ad un certo punto ti fotte.
    Quelle fottute lancette, dopo essersi riposate per anni, prendono la rincorsa.
     
    3,2,1....VIA!
    Corrono, scappano.
    E ti ritrovi in una via di mezzo tra il grande ed il piccolo. Ti ritrovi nel periodo in un certo senso medio, o forse il 2 di 5 periodi vitali.
    I tuoi miti vengono sostituiti, non si crede piu' in babbo natale, piuttosto preferisci credere in un ipotetico cantante, morto per la troppa droga o il troppo alcol, di qualche band, e ti incazzi col mondo, dici che non è questa l'età in cui vorresti appartenere, perché quest'età non è tua, perché vorresti rivivere un'età che non hai MAI vissuto e MAI vivrai. E ti incazzi.
    Ti vengono ribaltate regole, ideali, i miti cambiano, cambia l'Io personale, si va alla ricerca di se stessi.
    Nei casi piu' critici potrebbe comparire un'ipotetica depressione.
    Guardi le lancette, sono ferme.
    Distogli lo sguardo e..
     
    3,2,1..VIA!
    Ecco, ricominciano a correre.
    Ti ritrovi un giorno avanti, perché in realtà sono passati anni ma a te sembra come se fosse sempre lo stesso giorno, un giorno senza fine.
    Ti svegli e dici "ehy, siamo al secondo giorno".
    Forse lo pensi perché vuoi trovarti una fottuta scusa che ti permetta di spiegare quei fottutissimi anni, di cui tu ricordi si e no 3-4 gioni, buttati al vento. Senza alcun motivo.
    Forse lo pensi semplicemente perché ti piacerebbe pensare che non hai perso alcun tempo, mentre invece sai bene che ne hai perso fin troppo.
    Ne hai perso fin troppo, ti svegli e dici "cazzo, non voglio piu' perderne altro", ma come al solito sono solo parole; prometti a te stesso che dal giorno seguente la tua sveglia suonera' alle 7, colazione con un frullato con minimo 8 uova crude e poi via a farti la supermega scalinata di corsa per bruciare calorie, il ché fa molto Rocky, ma infondo è così che siamo cresciuti, con dei miti che in realtà non esistono, e la gente che muore suicida perché non riesce a diventare come loro, che, ricordiamo, non esistono.
    Invece la tua sveglia continua a suonare alle 12, anzi, non suona proprio, ti alzi e prendi un caffè, amaro, dopodicché ti butti sul divano per un'ora e continui in uno stato di dormiveglia.
    E passano i giorni, ti prometti di ricominciare da zero, ma continui a fare la solita vita di merda.
    Quindi sta volta i tuoi miti non vengono sostituiti, bensì del tutto spazzati via, come foglie in autunno, e nelle mani non rimane nulla,neanche un granello di sabbia portato dal vento.
    Ti senti totalmente perso.
    Senti che tutto è inutile.
    Senti che vorresti gridare aiuto, vorresti chiedere aiuto, ma la voce non esce, non hai piu' la forza per farlo, né la voglia, tutto ciò che vuoi è semplicemente essere lasciato in pace, esser messo in un angolo per essere dimenticato.
    Oppure pensi questo perché in realtà ciò che vuoi e' essere trasportato dal vortice della vita, con i pro e i contro, ma nonostante questo, non riesci.
    Quindi speri, ti auguri di morire al piu' presto, ma lo fai semplicemente perché credi che farla finita a volte sia piu' semplice del cambiare.
    Cambiare, cambiare improvvisamente tutto ciò che hai intorno, dare un taglio netto al passato e ricominciare a vivere. Dare un taglio netto ai dolori, ai ricordi..con dolore, per poter rinascere il giorno dopo, e quello dopo ancora. Cadi e ti rialzi, anche se non hai piu' la forza, o la voglia di rialzarti. Anche se sei stanco e tutto ciò che vuoi è semplicemente stare per terra.
    Tutto ciò che vuoi, è lasciarti andare, perché ad un certo punto ritieni patetico e inutile anche il suicidio stesso.
    Allora ti lasci andare.
    Ma così facendo non fai altro che andar verso il basso, sempre piu' giu', il fondo è bucato, e anziché venire investito dal vortice, vieni risucchiato da un buco nero.
    Cadi, c'è buio, totalmente buio, troppo. Non sai bene dove metter i piedi, hai paura, e lì è il momento in cui devi decidere: vai avanti, cammina verso l'ignoto, oppure rimani per venire assalito dai dubbi. Quello è il momento in cui si deve decidere di andare, accettando l'idea che forse la vita bastarda e stronza com'è ti metterà qualche inganno davanti, qualche illusione. Dopo aver accettato quest'idea, ti alzi e cammini, senza sapere dove andare.
     
    Guardo l'orologio. Stanco di aspettare, decido di farmi un giro.
    Le strade sono bagnate dalla pioggia e un leggero odore di malinconia echeggia nell'aria.
    Accendo una sigaretta, sorrido, continuo a camminare.
    Cammino, passo dopo passo, cercando di scaricare i pensieri accumulati.
    Quel leggero profumo di malinconia sa essere piacevole, a volte.
    Penso a com'ero, a come sono, penso a come sarei voluto essere.
    Penso che della vita non ho capito un cazzo.
    O forse potrei dire che ne ho capito troppo, ma se dicessi questo sarebbe semplicemente una cazzata.
    Quel leggero profumo di malinconia diventa piu' forte, fino ad essere del tutto nauseante.
    Perché si arriva sempre ad un punto in cui non provi altro che nausea, verso tutto, soprattutto, verso tutti.
    Non provi altro che nausea e vomiteresti persino il cuore, quel poco che ti è rimasto, perché la vita con le sue illusioni non hanno fatto altro che distruggerlo, prendendosene un pezzo, e un altro ancora, e un altro.
    Vomiteresti tutto il cibo di una vita intera, solo per poterti liberare dalla merda che hai preso in tutto quel tempo.
    Penso a com'ero, a come sono, a come sarei potuto essere, rido.
    Rido, istericamente, rido.
    Anzi, sorrido.
    Mi ha fottuto, ancora una volta.
    Sorrido, perché non posso far altro.
    2-1, palla al centro

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